Il progetto - Comune di San Cesario sul Panaro

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Il progetto

 

Nasce nel 2009 come ripristino, di un’area in cui si sono svolte attività estrattive di materiali inerti. La zona, conosciuta da tutti come i Laghi di Sant’Anna è localizzata sulla riva destra del fiume Panaro tra l’Autostrada e la Via Emilia e comprende diversi specchi d’acqua originati da attività  estrattive, colonizzati da numerose specie animali e vegetali. L’area di circa 275 ettari, è morfologicamente suddivisa in 3 zone distinte: l’area nord che si estende a fianco dell’abitato di Sant’Anna, l’area centrale alla quale si accede da Via Bosco e l’area sud in corrispondenza della località San Gaetano. Quest’area è identificata all’interno del circuito Rete Natura 2000 come Cassa di espansione del Fiume Panaro e rientra nel progetto che trae origine da una direttiva dell’Unione europea finalizzata alla conservazione della diversità biologica e, in particolare, alla tutela di una serie di habitat e di specie animali e vegetali rari.

 

È possibile accedere all’area da via Molza e da via San Gaetano. È obbligatorio lasciare qualsiasi mezzo di locomozione a motore nei due parcheggi che si trovano in corrispondenza degli accessi. Gli accessi sono regolamentati da un cancello, a salvaguardia dell’ingresso sud di via San Gaetano, e da una sbarra, ad apertura elettrica, in prossimità dell’ingresso di via Molza. Agli ingressi i visitatori possono trovare una piantina esplicativa del sito per orientarsi meglio e saperne di più sulle caratteristiche del luogo. Dai parcheggi è possibile procedere a piedi o in bicicletta utilizzando i percorsi ciclo-pedonali presenti che sono dotati di segnaletica di percorrenza. In corrispondenza dell’ingresso nord-est (via Molza) sono state attrezzate due postazioni con griglie.

Per motivi di sicurezza sono state identificate due zone specifiche dove è possibile accendere fuochi. Sono disponibili inoltre panchine, un Infopoint  e una postazione per il Bird watching.

 

Il progetto è stato sostanzialmente guidato da due idee di fondo, utilizzare la “politica dei piccoli passi”  e la volontà di  “riconsegnare ai cittadini un'area di pregio”. E’ stato redatto un progetto di massima che vede coinvolta tutta l’area. Su questo progetto di massima è stato portato avanti un progetto esecutivo sulla zona sud acquisita dall’Amministrazione.

In questo modo siamo andati a sviluppare un intervento che comunque non perde di vista il contesto generale in cui è calato. La sostenibilità economica del progetto esecutivo è derivata da un finanziamento di 80.000 euro della Provincia di Modena e da 160.000 euro di risorse dell’Amministrazione Comunale derivanti dagli oneri delle attività estrattive. Sicuramente una cifra importante quella messa a disposizione dall’Amministrazione Comunale, occorre però tener presente che le risorse  utilizzate erano risorse in un certo modo vincolate. Gli oneri derivanti da attività estrattive devono essere impiegati nel contesto delle attività estrattive;  non avremmo, ad esempio,  potuto utilizzare quelle risorse per non aumentare le tasse oppure per aumentare i servizi. 

 

E’ un progetto molto importante che ha visto la riqualificazione di un’area di cava proseguendo il cammino iniziato con altri ripristini eccellenti come il campo sportivo comunale Cremonini (cava Ghiarella) e il bacino irriguo (parte del Polo 9). Con la sistemazione di questa area si apre però un’altra grossa sfida, quella della gestione, manutenzione e salvaguardia. Riteniamo che in questa sfida debba esserci, a fianco dell’Amministrazione, anche il cittadino. Con le proprie sensibilità, il proprio controllo del territorio, il proprio rispetto del territorio e della natura i preziosi suggerimenti per una corretta gestione finalizzata alla salvaguardia e alla fruizione.

 

 

 

 

La natura, uno spazio da vivere

 

Un po' di storia

 

Carattetizzazione ambientale del Sito

 

Orari di apertura

 

Regolamento

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